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Prieuré de Serrabone
IL CAPOLAVORO DELL’ARTE ROMANICA Situata nella valle del Boulès al centro delle foreste
di lecci, Sainte-Marie de Serrabona (serra bona : Nel 1082, sotto il patrocinio dei signori locali nonché del visconte di Conflent che le donano beni e soldi, si decide l’installazione di una comunità che segue la regola di Sant’Agostino. Sorge allora un disaccordo tra i fondatori ed il vescovo d’Elne, segno delle tensioni generate dalla “riforma gregoriana”, che vorrebbe sottrarre le funzioni religiose dall’autorità dei laici. Il vescovo intende riservarsi la nomina del priore ma i ricchi fondatori rifiutano. Si giunge allora ad un compromesso : solo i canonici eleggeranno il loro capo. I religiosi agostiniani conducono una vita comunitaria
come i monaci ma svolgono anche il servizio
parrocchiale. Nella prima metà del XII secolo, a fianco della chiesa,
costruiscono luoghi a loro propri : La grande crisi economica e demografica del XIV secolo segna l’inizio del declino del priorato. All’impoverimento delle risorse si aggiunge la mancanza di disciplina. La vita in comunità ha lasciato spazio a singole cellule. Nel 1448, viene deposto un priore per “crimini gravissimi” di cui ignoriamo la natura. Nel 1592, vengono soppressi tutti i priorati agostiniani di Spagna. Un anno più tardi, nel 1593, il priorato ed i suoi beni vengono donati alla nuova diocesi di Solsona, in Catalogna, che li conserverà fino al 1896. Tale decisione è effettiva dal 1612, anno della morte di Jaume Serra, ultimo priore di Serrabona. Tuttavia, la chiesa di Santa Maria resta per due secoli la parrocchia del piccolo villaggio di Serrabona. Pastori e greggi si rifugiano occasionalmente nel chiostro o nella chiesa. Nel 1819, si verifica uno sprofondamento parziale della navata. Nel 1822, il comune di Serrabona, povero e spopolato, viene soppresso. Scoperta dagli archeologi, viene visitata da Mérimée nel 1834 e diventa un “monumento storico” di prim’ordine. A partire dal 1836, si realizzano i primi lavori di consolidamento, completati nel XX secolo da diverse campagne di restauro che assicurano la salvezza definitiva dell’edificio. Offerto al Dipartimento dei Pirenei Orientali dalla famiglia Jonquères d’Oriola nel 1968, il Priorato di Serrabona è da allora aperto al pubblico. UN PO’ DI ARCHITETTURA La prima chiesa di Serrabona era costituita da un’unica navata, con volta a botte fregiata. L’installazione della comunità di canonici comporta, nel XII secolo, un importante cantiere di trasformazione. L’abside originale viene sostituita da un transetto e tre absidi. Un’abside maggiore, sporgente, ha accanto due absidiole incassate nei muri. I costruttori hanno inoltre realizzato una seconda navata a nord ed un campanile ; a sud, una galleria chiostro ed un edificio ad angolo che ospita tre sale sovrapposte. I muri spessi della navata sono costruiti con scisto locale tagliato in pietre allungate. L’apparecchiatura della seconda costruzione è più elaborata, formata da grossi blocchi di scisto tagliati e posizionati con cura. A Serrabona, le sculture del chiostro, del portone, della finestra dell’abside e della tribuna sono completamente realizzate in marmo rosa del Conflent. Formano uno splendido contrasto con il verde-grigio dello scisto. PIANTA Una particolarità - La Tribuna La tribuna è considerata l’esempio più significativo di scultura di epoca romanica in un paese catalano. La qualità del marmo, il marmo del Conflent, contribuisce a rendere grande il capolavoro degli artisti sconosciuti che l’hanno realizzata probabilmente poco prima del 1150. La facciata è composta da tre arcate sormontate da una cornice. L’aspetto appena cesellato si oppone ai capitelli a tuttotondo. Nella decorazione, la facciata riprende i simboli cristiani presi dal testo dell’Apocalisse, situati nelle pietre angolari degli archi. All’estremità, vediamo due angeli con le mani aperte ed il corpo coperto dalle ali. Il leone, simbolo di Marco, si trova accanto all’aquila di Giovanni. Sul lato opposto, il toro, simbolo di Luca, è vicino all’uomo alato di Matteo. Queste quattro rappresentazioni fanno da cornice all’immagine di Cristo rappresentato sotto forma di Agnello in una mandorla. Intorno a questo messaggio, una decorazione vegetale di palmette, rose con quattro petali e viticci occupa l’intera superficie. Si deve sottolineare la diversa qualità dell’aquila e del leone, da una parte, e del toro e dell’uomo, dall’altra. Questa osservazione vale anche per le sculture dei due pilastri che sostengono la facciata. Tuttavia, hanno una stessa composizione nonché soggetti simili, un po’ enigmatici. Ad eccezione di un capitello che rappresenta San Michele che doma il drago, la scultura di Serrabona non è narrativa bensì simbolica. Leoni occupano gli angoli dei capitelli, aquile, scimmie ed altri animali fantastici completano questa fauna sorprendente. Certi aspetti di questa decorazione scultorea indicano che gli artisti dell’epoca romana hanno attinto a fonti nate dagli scambi culturali del bacino del Mediterraneo. GLOSSARIO Concio : elemento dell’arco. Contact et renseignements Prieuré de Serrabona
Questo documento è stato realizzato da L. Coll, G. Llense, B. Morael, C. Payrou, C. Rodriguez.
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